Select Language:

Comune di San Vito Leguzzano

San Vito Leguzzano è noto per essere l’unico Comune della Provincia di Vicenza ad avere un campanile ottagonale. In origine il nome era solo San Vito, ma poi dalla seconda metà dell’Ottocento con l’annessione della Cappella benedettina del territorio di Leguzzano il nome è stato cambiato in quello attuale. Il territorio, secondo un’interpretazione resa dallo storico G.Mantese, sarebbe nato come luogo sacro alla dea della caccia Diana. L’intera zona, infatti, era ricoperta da fitte boscaglie solcate da impetuosi e irregolari corsi d’acqua, che creavano ampie aree palustri.

“Si racconta che, nel 1269, i vicentini che tentavano l’assalto al castello di Montebello, difeso dai veronesi, alle guardie che gridavano altolà, rispondessero: oh, che bello, noi portiamo polenta e baccalà. E subito i veronesi, golosi, spalancarono il portone”. E’ su questa leggenda che si fonda la tradizione enogastronomica di San Vito Leguzzano che è impegnato ogni anno nel rilancio delle tradizioni culinarie vicentine. Alcune proposte gastronomiche: fettuccine al sugo de scopeton, fettuccine al ragù di carne, polenta fresca con scopeton, frittura di pesce con patatine fritte, fritole dolci, fritole con la sardela.

A partire dal secondo dopoguerra si è assistito ad un considerevole incremento edilizio che, tuttavia, ha lasciato immutato l’originario assetto del centro storico: un groviglio di piccole strade che traccia un percorso tra edifici rurali dal caratteristico “portone”, antiche cinte murarie e palazzi signorili del ‘400 e ‘500, come Villa Novello, Villa Vanzo e Corte Priorato-Gandin. La “Corte” diventata negli anni il polo culturale del paese, contiene la sede del museo etnografico, la biblioteca civica e la sede di associazioni locali.
San Vito Leguzzano è noto anche per la lavorazione del legno e per le sue manifestazioni culturali come il progetto Impronta culturale composto da 60 giornate di cultura all’anno. Ogni anno, poi, tra ottobre e novembre si svolge la Festa del Scopeton con il meglio delle tradizioni culinarie vicentine e la manifestazione Sentiero natura per scoprire i fantastici itinerari naturalistici del paese.

Da citare sono i lavori di due famosi artisti di strada Ericailcane e Blu che ad aprile 2011 hanno realizzato i loro meravigliosi murales al Palazzetto dello sport.

Pendii irti che si alternano a solchi vallivi, fitti boschi e radure solcate da torrenti: costeggiando il Refosco, l’antico rio scuro caratterizzato da sassi neri di origine vulcanica, si scopre la Contrada dei Molini, dove, fin dal ‘600, viene documentata un’intensa attività molitoria. Questi paesaggi incontaminati trovano massima espressione nella natura selvaggia e impervia della valle dell’Orco, un profonda gola che si estende ben oltre il torrente.