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Strada del vino Lessini Durello

Immersa nelle suggestive vallate della Lessinia, la zona collinare si sviluppa nelle Valli dell’Agno e del Leogra, a cavallo tra le province di Verona e Vicenza.
È attraversata dalla Via Visentina, una delle più antiche strade delle Prealpi Venete, che unisce il Tirolo e il vicentino e che oggi, pur non essendo considerata una vera e propria meta turistica, regala un itinerario affascinante, percorribile solo a piedi o sul dorso di mulo, lungo il quale si possono ammirare le antiche tracce di un passato importante, forse ancora inedito.

Un piacere senza tempo

Già ad un primo sguardo, la silhouette dei rilievi tradisce la natura del terroir: vulcanica, forte, austera. Una natura profonda e inconfondibile che dà vita a un vino autoctono, il Lessini Durello, tra i più antichi del Veneto. La tradizione vitivinicola della zona ha origini molto antiche: le prime testimonianze risalgono alla metà del ‘700, quando alcuni studiosi iniziarono a parlare di un’uva locale detta “Occhio di Pernice”. Persino lo storico Beltrame scrisse di questo pregiato vitigno: «Ottimi e generosi vini si ottengono dalle uve marzemina, turbiana, garganega, corbina, negrara, farinente, ma la qualità più antica da noi coltivata è la Durella, che dà un grappolo ambrato». Oltre alle bellezze naturalistiche, fra le quali il Parco regionale della Lessina (certamente di grande interesse), l’area offre numerose occasioni per conoscere e apprezzare il territorio anche dal punto di vista artistico e culturale.

Nel cuore della tradizione

La Strada del vino Lessini Durello si sviluppa, in parte, nella bassa Valle del Chiampo, incrociando nei Comuni di Montebello Vicentino, Montorso Vicentino e Zermeghedo il percorso della Strada del Recioto e dei Vini Gambellara Doc. L’itinerario si snoda poi, verso Nord, in prossimità di due centri produttivi di rilievo per l’industria conciaria e del marmo, Arzignano e Chiampo, in cui è possibile ammirare la settecentesca Villa Mattarello e la Pieve francescana. Dopo Montecchio Maggiore, in cui vale la pena fare una visita a Villa Cordellina Lombardi che conserva un ciclo di affreschi del Tiepolo, si incontra Sovizzo, sede di un importante sito archeologico e della cinquecentesca Villa Curti, nonché dell’annuale “ Piccola Sanremo”, la competizione ciclistica nazionale riservata ai più giovani. Lo sport, del resto, è un piacere senza limiti in tutto il territorio: dal trekking alla mountain bike, dall’escursionismo all’equitazione, qui è possibile vivere un’esperienza emozionante in tutte le stagioni.
Proseguendo per la Valle dell’Agno si arriva a Trissino, dove nella parte alta si eleva Villa Trissino-Marzotto-Da Porto, avvolta in un meraviglioso parco che domina la valle. Di altrettanto interesse a Castelgomberto sono le residenze storiche Villa Piovene da Schio e Villa Trissino-Barbaran. Giunti a Cornedo Vicentino si può scorgere il più antico fra gli edifici nobiliari presenti nella cittadina, Villa Trissino, che oggi ospita la biblioteca civica. Continuando per la Valleogra si raggiunge Schio, famosa cittadina che presenta alcune interessanti testimonianze del Patrimonio Industriale, legate principalmente alla vicenda produttiva e sociale della famiglia Rossi. Lungo il tragitto si incontrano, infine, altri tre centri importanti: il Comune di Malo, celebre per lo storico carnevale risalente al 1867; il Comune di San Vito di Leguzzano, che ospita il museo etnografico sulla lavorazione del legno e vanta un antico centro storico in cui si possono ancora ammirare edifici rurali dal caratteristico “portone”, cinte murarie e palazzi signorili del 400 e 500; il Comune di Isola Vicentina, attraversato da splendidi percorsi naturalistici e impreziosito da suggestivi luoghi di culto ed interessanti dimore storiche, tra cui spicca Villa Cerchiari, costruita nel 1722 probabilmente dall’architetto Muttoni.