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Gambellara-recioto

Strada del Recioto e dei vini di Gambellara Doc

L’itinerario si snoda lungo la bassa Valle del Chiampo, ai confini tra il territorio vicentino e quello veronese, dove terminano i Monti Lessini.
Le colline scoscese disegnano un paesaggio straordinario, tappezzato da terreni friabili e fertili, formati da basalti e tufi terrosi di origine vulcanica, che regalano alla vite un patrimonio intenso di aromi e sapori, come il Brasadelo ed il capretto bianco di Gambellara. La coltivazione dei vitigni nella zona risale all’epoca di Etruschi e Atesini, divenendo sempre più intensa nel periodo dei Romani. Grazie alla presenza di minerali, qui crescono la Garganega, esclusiva del Veneto occidentale, e il Trebbiano del Soave che danno vita al Gambellara: un vino bianco, strutturato e multiforme.

Un viaggio tra storia e gusto

La Strada del Recioto prende il via in pianura, alle porte di Gambellara. Oltre ai vini pregiati, questo luogo conduce ad alcuni fra i più suggestivi edifici-simbolo della storia e della cultura del luogo. È il caso della Mason, monastero dei Cavalieri Templari, in origine mansio romana sull’antica Via Postumia, o del campanile romanico della Chiesa di San Giorgio che conserva importanti opere d’arte rinascimentali.

Intorno a Gambellara si scorgono antiche corti e residenze nobili, come Palazzo Cera, oggi sede del Consorzio di Tutela e della Strada del Vino. Attorno alla Parrocchia di San Pietro sorge la Casa Vinicola Zonin, una delle più importanti aziende vinicole private d’Italia, meritevole di una visita per le sue collezioni di calici, cavatappi, antichi proclami e francobolli enologici. La sede storica Zonin di Gambellara, inoltre, ospita il Museo del Vino che espone una rassegna di torchi, carri vinari e altre collezioni di grande interesse.
Dal paese si sale fino alla dorsale panoramica tra la Val Fonda e la Val di Selva, nel cuore della “zona classica” (ovvero la zona collinare, dove le condizioni di sviluppo della vite sono più restrittive). Procedendo lungo il percorso si scorge il torrente Rio e l’antico confine tra Vicenza e Verona: qui, tra tratti tortuosi e costeggiati da uliveti e vigneti, si distinguono i colli Berici ed Euganei, e nelle giornate più soleggiate, si possono intravedere la laguna di Venezia e l’Adriatico. Continuando verso Agugliana, si raggiunge Montebello Vicentino, che ospita esempi artistici di grande suggestione come la Villa Valmarana Zonin, costruita nel ‘700, in cui sostò Silvio Pellico, il Castello e la Chiesa di San Giovanni.

Tra nobili dimore e antichi splendori

Nella frazione collinare di Selva ha inizio il tracciato esterno alla “zona classica”, verso Zermeghedo, il più piccolo Comune della valle del Chiampo. In questo tranquillo centro agricolo vale la pena raggiungere la Chiesa Vecchia, d’origine romanica, e la Parrocchia di San Michele, di espressione neoclassica. Al margine settentrionale della zona si giunge a Montorso Vicentino con il suo monumento più insigne, Villa Da Porto. Da qui si raggiunge Montecchio Maggiore, il centro di maggiore rilievo turistico della zona, dove sorgono i celebri Castelli di Romeo e Giulietta che custodiscono gelosamente la celeberrima storia dei due innamorati più famosi d’Italia, attribuita alla penna del Conte Luigi da Porto, da cui prese le mosse la commedia shakespeariana.
Proseguendo, si incontra la Villa Cordellina Lombardi, nota per un grande ciclo affrescato del Tiepolo e scenario d’eccezione per manifestazioni enogastronomiche. Risalendo di qualche chilometro la valle del Chiampo, da non perdere la Rocca di Arzignano, fatta innalzare intorno al 1300 dalla famiglia Della Scala a difesa del territorio.

Collegato al percorso della Strada del Recioto, in territorio veronese, si trova Monteforte d’Alpone noto per il famoso Palazzo Vescovile i cui primi documenti risalgono intorno al 1200.