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Gusto

Il gusto della tradizione

La natura delle Valli è una delizia non solo per gli occhi, ma anche per il palato, regalando eccellenze conosciute oltre confine: la ciliegia durona di Chiampo, la farina di mais di Isola Vicentina legata all’antica memoria settecentesca, la mostarda di Montecchio, consacrata con una nota fiera, le composte di Montorso Vicentino che si ricavano dalle verze, la patata Montefaldo di Trissino, i pregiati formaggi Castelgrotta e CatelBio, il Caprino di Grotta di Schio, le uve “garganega” di Gambellara. Non ci sono però solo prodotti della terra e delle sue stagioni: qui la cucina è una vera e propria arte che affonda le sue radici nei piatti semplici della tradizione contadina, diventando parte integrante della cultura locale. È il caso de “Il Gobeto di Zermeghedo”, un biscotto tipico promosso in diverse manifestazioni, i “pandoli de Schio”, gli “zaleti”, i “bussolai” e le “fugasse”; il miele di Chiampo, la soppressa e il “Maladense”, dolce tipico di Malo, “pasta, fasoi e bigoli” di Arzignano, tartufo, trippe ed olio di Castelgomberto, il formaggio Asiago Dop e i funghi coltivati in grotta di Sovizzo. Il folklore, che rivive nelle feste, come lo storico Carnevale di Malo, noto sin dal 1867, o nei miti popolari, celebra la qualità delle produzioni, tutelandone il valore. Si racconta ad esempio che, nel 1269, i vicentini di San Vito di Leguzzano che tentavano l’assalto al Castello di Montebello, difeso dai veronesi, alle guardie che gridavano altolà, risposero: «oh, che bello, noi portiamo polenta e baccalà». E subito i veronesi, golosi, spalancarono il portone.